L’autostima del giovane sportivo

By 29 ottobre 2018Coaching

Nella società odierna sia nel mondo dello sport che nel mondo lavorativo il dettame che sembra esser predominante su tutti è uno solo: RISULTATO. Società sportive/ aziende pongono come obiettivo il raggiungimento di un RISULTATO dal mero punto di vista dei numeri, tralasciando  ciò che riguarda la parte umana ed emotiva del lavoro. E fino a qua in ciò che ho scritto non vi è nulla di strano, è solo la descrizione della realtà del mondo adulto, giusto? Ma cosa accadrebbe se questa realtà l’adulto la trasferisse anche ai giovani?

Il giovane: un piccolo adulto o un bambino cresciuto?

L’errore che in molti fanno, a partire da chi ha il compito di formare le nostre giovani menti è quello di non considerare il giovane nella sua età biologica ma proiettato già nel mondo delle regole adulte. E’ possibile riscontrare ciò osservando in primis la formazione scolastica impostata sui RISULTATI, che vede il bambino fanciullo già   indirizzato verso il mondo lavorativo, passando poi per l’ambito sportivo dove sempre più viene richiesta una IPERSPECIALIZZAZIONE sportiva sin da bambini.

Il giovane non è né un bambino né un adulto e deve esser trattato come tale, rispettando i tempi di sviluppo e di apprendimento, nonché tutti quelli che sono i tratti caratteriali che distinguono questa fascia d’età, tanto ricca quanto a volte complicata.

L’autostima

L’emulazione dell’adulto

L’autostima da dizionario è descritta come ” l’apprezzamento di sé stessi, del proprio valore personale fondato su autopercezioni”. Durante l’ adolescenza il giovane sportivo attraversa una fase dove ogni avvenimento può esser un passo importante nella formazione di se stesso e  nella percezione del mondo circostante. In questa fase delicata della crescita ricerca ancora nelle figure adulte  i comportamenti, gli atteggiamenti e i modi di fare dei “grandi”. E’ ancora in cerca di una sua personale identità!! E’ dunque molto è influenzato da quello che noi adulti trasmettiamo.

Cosa condiziona l’autostima nel giovane sportivo

Eccoci arrivati al nocciolo del nostro articolo: cosa condiziona l’autostima del nostro giovane sportivo? Se abbiamo detto che l’autostima è la stima di sé e che il nostro atleta è in una fase di ricerca della sua identità chi potrà aiutarlo? Saranno le figure formative, come allenatore, dirigenti e famiglia insieme anche ai compagni di squadra a condizionarlo. Egli sarà fortemente influenzato da come verrà trattato e da quale sarà il comportamento che i formatori e l’ambiente circostante trasmetteranno. Se la logica è quella perentoria del risultato sportivo e non altro, purtroppo il nostro ragazzo non vivrà in modo sereno questo aspetto.

Come la vive il giovane atleta?

La sua preoccupazione costante sarà solo quella di dover raggiungere un obiettivo meramente materiale, che talvolta esula appunto da tutte le altre sfaccettature del gioco di cui il bambino/adolescente ha bisogno per  sentirsi parte attiva. Per egli il gioco di squadra, il divertimento, le soddisfazioni personali etc…sono tutto ciò che lo soddisfano. Ogni qual volta non riuscirà a centrare l’obiettivo del risultato  vivrà in maniera negativa questa cosa, riversando all’esterno emozioni negative.

Giudizio

Eccoci arrivati ad un altro importante punto del nostro articolo e anche ad uno dei temi più sensibili dell’influenza che l’adulto può esercitare sul giovane sportivo: il GIUDIZIO. Il giovane ogni qual volta si sentirà giudicato in maniera negativa attraverso commenti o punizioni perché non ritenuto all’altezza del compito assegnatoli o della performance, si sentirà abbattuto nell’autostima e quindi di conseguenza la  prestazione e la serenità peggioreranno.

Quanto è importante la crescita del nostro giovane atleta?

Lo sportivo professionista è tanto più performativo e padrone dei propri mezzi tanto quanto ottimale è stato il supporto ricevuto da figure competenti ed attente. Le fasi della crescita in questa epoca vengono purtroppo mal gestite o addirittura trascurate aihmè. Concludo trascrivendo la frase di una famosa scrittrice brasiliana, Lya Luft : l’infanzia è il suolo sul quale andremo a camminare per tutta la vita. Meditate gente 😉

il Personal coach Andrea Pasquetto

 

 

 

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